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Metadescription perché è importante non trascurarla e come ottimizzarla al meglio

Egidio Imbrogno / SEO  / Metadescription perché è importante non trascurarla e come ottimizzarla al meglio
Metadescription

Metadescription perché è importante non trascurarla e come ottimizzarla al meglio

Per capire cos’è e quanto è importante la metadescription è necessario prima sapere in cosa consiste l’ottimizzazione seo di un sito. SEO, acronimo inglese di Search Engine Optimization, rappresenta l’insieme delle tecniche e delle attività volte a migliorare la scansione, l’indicizzazione e il posizionamento di un sito da parte dei crawler.

Particolarmente importante per Google è l’ottimizzazione seo on-page, vale a dire migliorare il contenuto e la struttura interna di un sito da posizionare. Per farlo al meglio ci sono diversi aspetti da curare che vanno dalla scelta delle parole chiave, al title tag, all’ottimizzazione della metadescription, alla presenza della parola chiave nell’H1, alla sua densità nel testo, alla lunghezza dei contenuti, ecc… Un’infinità di piccoli dettagli che Google controlla e scansiona ogni volta che passa al vaglio un sito e che concorrono, tutti insieme, al ranking del dominio.

Se il sito è costruito con WordPress

Esistono varie CMS con le quali strutturare un sito. Una di queste, forse la più comune e diffusa oggi, è WordPress.

Piattaforma open source che consente la creazione e la distribuzione di un sito internet, gestibile e aggiornabile in maniera dinamica. WordPress si è sviluppato, arricchito e migliorato nel corso del tempo. Per questa piattaforma sono continuamente creati e sviluppati nuovi plugin integrabili per far fronte a svariate funzioni. Uno di questi è un plugin assolutamente indispensabile per gestire l’ottimizzazione seo on-page di un sito: Yoast SEO.

Si tratta di un plugin completo per inserire correttamente su ogni singolo contenuto di un sito metadescription, title, parola chiave, ecc… L’installazione è semplice e veloce e l’interfaccia molto intuitiva. Yoast è diventato particolarmente famoso tra i professionisti (ma non solo) della SEO per il suo caratteristico “semaforo”. Il semaforo è un indicatore interno del plugin che serve ad evidenziare il livello di ottimizzazione della pagina rispetto alla parola chiave scelta.

Il colore rosso indica una pessima ottimizzazione, che necessita assolutamente di miglioramenti. Il giallo evidenzia la necessità di apportare delle migliorie. Il verde invece sottolinea il buon livello di ottimizzazione raggiunto. Molto importante però è tenere a mente che non basta ottenere il via libera dal semaforo verde, per raggiungere obiettivi e conseguire risultati seo. Il semaforo è solo un riferimento qualitativo che può essere usato per capire se il lavoro svolto fino a quel punto può o meno essere considerato decente.

Metadescription: non è un fattore ranking

Come dice il titolo del paragrafo, la metadescription non è un fattore ranking. Questo significa che dalla sua compilazione non dipende un miglioramento o un peggioramento della posizione in serp. Si tratta però di un fattore che può attrarre utenti, se scritta con criterio. Di conseguenza la meta può aumentare il traffico organico di un dominio. Ecco perché risulta così importante ed è quindi indispensabile non trascurarne la cura.

Metadescription e Google

Google non utilizza sempre la metadescription specificata. Qualche volta il motore di ricerca preferisce creare uno snippet diverso per la pagina. Molto sesso infatti Google decide di “riscrivere” la metadescription nonostante questa sia presente sulla pagina.

Un recente studio ha infatti provato che il motore di ricerca tende a riscrivere la metadescription quando questa ruota attorno a parole chiave a coda lunga, piuttosto che a keyword di tipo fat-head (cioè con grandi volumi di ricerca). La differenza non è sostanziale, ma effettivamente è riscontrabile.

Questo fenomeno accade quando la parola chiave a coda lunga non è particolarmente pertinente al contenuto della pagina. In questi casi per Google ha senso scegliere uno snippet diverso. Il divario tra long tail e fat head è destinato a salire mano a mano che il motore di ricerca diventerà più bravo a capire l’intento di ricerca degli utenti (cosa tra l’altro già molto avanti grazie all’algoritmo BERT).

Vero è che non esiste un metodo scientifico per stabilire la differenza precisa tra cosa è considerato parola chiave a coda lunga, piuttosto che key fat-head, ma statistiche hanno dimostrato il comportamento del motore di ricerca.

Google inoltre tende a troncare le metadescription troppo lunghe. Alla fine però l’eccessiva lunghezza della meta, sembra non influire terribilmente sulla possibilità che Google cambi lo snippet mostrandone uno diverso da quello appositamente redatto.

L’importanza della Metadescription

Alla fine dall’analisi di dati e statistiche, risulta comunque essere molto importante per un sito avere la metadescription compilata nel modo più corretto possibile. Questo perché la meta concorre ad accrescere il numero dei click, se scritta in modo completo e pertinente. D’altra parte rappresenta una sintetica descrizione del contenuto di una pagina, un’introduzione, se vogliamo definirla così, a quello che l’utente si può aspettare dal contenuto di un dominio.

Vero è che i dati non giocano a favore di questa affermazione, visto che le meta sono mostrate solo il 37% delle volte. Ma questo non significa che non sia ritenute importanti per il motore di ricerca.

Se il sito per le quali è necessario scrivere le meta è molto grande e ha tantissimi contenuti, è necessario faro una cernita e dare delle priorità.

Meglio quindi preferire:

pagine che già stanno ottenendo un considerevole traffico organico

contenuti creati ad hoc per posizionarsi su Google

contenuti che hanno maggiori probabilità di essere condivisi sui social media (questo perché sui social la meta è utilizzata per creare gli snippet in assenza di tag OG – cioè frammenti di codice che controllano la modalità di visualizzaizone delle URL quando sono condivisi sui social media).

I fattori legati alla caratteristiche di una pagina

Google per classificare i siti in serp, tiene conto di una serie alquanto cospicua di fattori legati alle caratteristiche di una pagina. Un elenco corposo composto da una serie di dettagli legati alla struttura e ai contenuti di una qualunque pagina di un sito letta dal motore di ricerca.

La qualità rimane sempre e comunque al primissimo posto tra i questi fattori, ma esistono anche altri dettagli più o meno tecnici di cui tener conto quando si perfeziona l’ottimizzazione seo on page di un dominio.

Volendo riassumere in un elenco, l’ottimizzazione interna di una pagina deve toccare i seguenti punti:

Title tag

scelta parola chiave

formattazione

densità della parola chiave

posizione della parola chiave

lunghezza del contenuto

indice dei contenuti

utilizzo di key LSI (Latent Semantic Indexing=indicizzazione semantica latente)

presenza di keyword LSI nel title tag e nella meta description

profondità del contenuto

Grammatica e leggibilità

Originalità di un contenuto

Parola chiave nell’URL

ecc…

L’elenco sarebbe ancora più lungo, ma vogliamo al momento soffermarci su una voce in particolare riportata in questo breve elenco: “presenza di keyword LSI nel title tag e nella meta description”.

Questo per dire semplicemente che la metadescription non deve essere scritta a caso, infilando una serie di parole poco significative rispetto al contenuto della pagina. La funzione della meta è di sintesi descrittiva. In poche parole deve essere data un’idea chiara, ma generica del contenuto della pagina, cioè quello che l’utente potrebbe aspettarsi di trovare andando a cliccare sul link.

Scelta la parola chiave, questa è sempre bene che si trovi all’inizio della metadescription per canalizzare l’attenzione dell’utente e del motore di ricerca sul contenuto essenziale della pagina. L’argomento deve essere chiaro sin dall’inizio, per non lasciare spazio ad alcun dubbio. Nella stesura della meta è buona norma anche utilizzare parole chiave a supporto di quella principale. Termini che possano spiegare al meglio l’intento della key principale al motore di ricerca.

Facciamo un esempio. Se la parola chiave scelta è “apple” questa potrebbe avere due diversi significati per Google. Potrebbe rappresentare il frutto, ma anche la famosa azienda multinazionale statunitense. Per questo motivo nella metadescription sarebbe il caso usare parole LSI che aiutino il motore di ricerca a capire di cosa effettivamente tratta la pagina (nell’esempio di potrebbe utilizzare proprio azienda multimediale statunitense).

Metadescription: scriverla al meglio

Quali caratteristiche deve avere la metadescription per poter essere ritenuta valida? Difficile stabilire delle regole esatte, ma qualche indicazione si può estrapolare anche utilizzando il plugin di cui abbiamo già parlato precedentemente, Seo Yoast.

Partiamo dalla lunghezza della meta. Yoast indica un numero massimo di caratteri da rispettare, 156 per l’esattezza. Questo significa che oltre i 156 caratteri, Google troncherà la meta e non permetterà di leggerne la fine. Poco elegante da vedere, ma come abbiamo scritto prima, anche poco influente ai fini dell’ottimizzazione. Il motore di ricerca infatti non penalizza troppo la lunghezza eccessiva della meta, forse perché quasi tutte le metadescription presenti sul web 8se presenti) sono decisamente più lunghe).

Per gli amanti invece della precisione e del rispetto delle regole (fossero anche solo quelle dettate da un plugin), che desiderano avere il semaforo verde di approvazione di Yoast, consigliamo di non spingersi oltre i caratteri indicati dal plugin.

Coinvolgere e convincere con un click

Fatto il punto sulla lunghezza vediamo adesso i contenuti. Abbiamo già detto che la meta deve contenere la parola chiave scelta per quella pagina, meglio se posizionata proprio all’inizio della descrizione e key LSI. Ma come deve essere scritto il contenuto di una meta per essere coinvolgente?

Difficile a dirsi, perché questo dipende da moltissimi fattori. Primo fra tutti l’argomento trattato, il target al quale si riferisce e la mano che ne detta i caratteri. Tutti elementi molto importanti e da non sottovalutare.

Alcuni suggerimenti per la stesura di una meta efficace:

Ogni pagina deve avere la propria metadescription

Tutti gli articoli devono avere una meta unica

Evitare doppioni

Includere fatti ed informazioni fondamentali alla descrizione del contenuto

Sconsigliamo di utilizzare strumenti che possano generare automaticamente la metadescription

Meglio non mettere meta che averla identica su tutte le pagine/articoli del dominio

La meta rappresenta la vetrina del dominio. In meta va quindi messa la presentazione migliore che si possa realizzare dei propri contenuti/prodotti. Il messaggio deve essere chiaro, preciso e sintetico.

Affinché Google lo ritenga degno di attenzione e non decida di sostituirlo, deve essere il più pertinente possibile al contenuto della pagina e all’intento di ricerca dell’utente. Quindi possiamo dire che la somma regola è quella di “evitare di andare fuori tema”.

Metadescription e call to action

è buona prassi includere nella meta una call to action. La descrizione del contenuto di una pagina deve invogliare l’utente a cliccare sul link. Niente di meglio quindi di termini che spingano l’utente a compiere un’azione specifica: “scopri di più”, acquista subito”, prova gratuitamente”, ecc…

Un altro consiglio è quello di evitare di usare le virgolette nel testo della meta. Le virgolette non sempre vengono lette correttamente da Google, che potrebbe mal interpretare il simbolo e troncare di netto la meta, oppure sostituirla con altro snippet che ritiene più pertinente.

Metadescription: non è sempre di fondamentale importanza

Abbiamo già visto che non si tratta di un fattore ranking, ma è bene scriverla il più delle volte. Questo però non è sempre possibile o consigliabile. Ad esempio quando il dominio è molto grande e tratta una vastità di argomenti, contenuti, prodotti ed articoli, è meglio scegliere con cura dove mettere la meta.

Non sarà possibile inserirla su tutti i contenuti. Quindi si dovrà fare una cernita in base all’importanza della pagina e del contenuto, omettendo quelli che non portano traffico, non sono condivisibili, o sono trascurabili da un punto di vista tecnico.

Conclusioni

Ricapitoliamo brevemente. La meta description è una breve descrizione del contenuto di una pagina di un dominio. Una descrizione che appare in Serp, ma che non contribuisce al ranking di Google. La sua presenza serve a “convincere” ed invogliare l’utente a cliccare sul link del sito per la quale è stata scritta. Deve rispettare una determinata lunghezza e avere un contenuto specifico, chiaro e conciso che mostri all’utente un’anticipazione del contenuto del link.

Deve contenere la parola chiave scelta per quella pagina e deve essere supportata dalla presenza di altre key LSI) esplicative dell’intento di ricerca. Per la sua stesura è meglio evitare di utilizzare virgolette e simboli, perché Google potrebbe non capirne il contenuto e decidere di troncarlo. Il motore di ricerca non sempre permetterà di visualizzare la meta redatta ad hoc. Sceglierà un testo alternativo estrapolato dal contenuto se dovesse ritenerlo più pertinente alla ricerca effettuata dall’utente.

In definitiva è meglio che la metadescription sia presente, ma solo se redatta in modo unico, creativo e utile all’utente.

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Sono nato e cresciuto a Varese, la mia passione è il web e le strategie di marketing online, nella fattispecie mi occupo di consulenza e servizi per il posizionamento su Google (SEO). Dopo una lunga esperienza maturata in Web agency estere e anche italiane ho deciso di aprire il mio personal blog. Esperto in realizzazione e-commerce, siti e blog... mi occupo non solo di sviluppo ma sopratutto di consulenza SEO e di WEB MAREKTING. Contattami e facciamoci due chiacchiere :)