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Piano Editoriale: come crearlo e perchè è importante averlo

Egidio Imbrogno / SEO  / Piano Editoriale: come crearlo e perchè è importante averlo
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Piano Editoriale: come crearlo e perchè è importante averlo

Il piano editoriale è un documento utilizzato per stabilire anticipatamente cosa, quando e come pubblicare su una determinata piattaforma. Molti sottovalutano l’importanza di un piano editoriale, ma la sua presenza può fare veramente la differenza, soprattutto quando la vena creativa viene meno. Una buona strategia di pubblicazione e content marketing parte dalla redazione di un piano editoriale.

Redigere un piano prima di iniziare a scrivere aiuta a definire meglio i contenuti da proporre agli utenti di riferimento, il tono da tenere in fase di scrittura (adatto al pubblico al quale ci si rivolge) e con quale cadenza far uscire le pubblicazioni per riuscire a far breccia nel target di riferimento. Di piani editoriali ne esistono svariate tipologie.

Oggi non si parla più solo di piano editoriale per magazine, testate giornaliste o blog. Per ottimizzare e aumentare la visibilità di un sito, realizzato o meno con il CMS di WordPress, c’è molto altro da pianificare strategicamente e in anticipo.

Piano editoriale e calendario editoriale: descrizione e differenze

Diciamo subito che non sono la stessa cosa. Un calendario editoriale è uno strumento utilizzato per stabilire e controllare la pubblicazione vera e propria del contenuto creato. Pubblicazione che può avvenire su diverse piattaforme: blog, social network, newsletter, ecc… Il calendario editoriale fa parte del piano editoriale. Con quest’ultimo invece è definito l’intero processo creativo che porta alla definizione del contenuto da pubblicare. Dall’ideazione, allo sviluppo, alla realizzazione vera e propria.

Un calendario editoriale può essere redatto semplicemente utilizzando un banale foglio di calcolo, Excel o simili. Ma esistono svariati strumenti che possono essere usati per crearne uno, anche diversi plugin WordPress svolgono egregiamente questo compito. Eccellente l’utilizzo di un drive ad esempio, personalizzabile sotto molti aspetti e soprattutto condivisibile, la dove il calendario dovesse coinvolgere diversi soggetti.

Un calendario editoriale è una parte importante del piano editoriale. Serva a scadenzare il tempo e a far sapere in anticipo cosa e quando avverranno le pubblicazioni. É utile per avere una visione più ampia dell’attività svolta e programmata. Serve inoltre per rendersi conto se qualcosa manca all’appello, se ancora non è stata redatta/creata e quanto tempo rimane ancora per definirla.

Il calendario editoriale potrebbe essere visto come una sorta di mappa del tempo. Un metodo per individuare il “quando” di tutto il lavoro svolto.

Piano editoriale: il lavoro inizia dallo studio del brand

Di qualunque piano editoriale si tratti, il lavoro necessario per crearlo parte sempre dallo studio e dall’analisi del brand. Che si tratti del piano editoriale di un blog, piuttosto che quello di un account Instagram, o ancora quello di Facebook, tutto deve partire dall’analisi approfondita del marchio da trattare. Per poter scrivere e pubblicare qualunque cosa riguardi un determinato prodotto/servizio/marchio è necessario sapere di cosa si andrà a trattare. Cos’è, come funziona, a chi si rivolge, qual è lo scopo del prodotto, quando e perché è stato creato, quali sono i suoi punti di forza e quali invece le mancanze e così via.

Più informazioni vengono raccolte, maggiore sarà la precisione e l’accuratezza con il quale il tema verrà trattato. Per procedere al meglio in questa fase, è possibile, ad esempio, ricorrere alla tecnica SWOT, diffusa e conosciuta non solo nell’ambito della pianificazione editoriale.

Si tratta di uno strumento di pianificazione strategica, utilizzato per valutare i punti di forza, le debolezze, le opportunità e le minacce di un progetto o brand. SWOT significa per l’esattezza:

S= Strengths – punti di forza

W=Weaknesses – debolezze

O=Opportunities – opportunità

T= Threats – minacce

Si tratta di un metodo che prende in considerazione il progetto a 360°, comprendendo sia gli aspetti interni di un progetto, che quelli esterni. Con la tecnica SWOT possono essere definiti i valori del progetto, per cominciare a capire quale possa essere il tono da mantenere per le varie presentazioni da creare.

Piano editoriale e Target

Altro fondamentale punto per creare un buon piano editoriale. Il target, vale a dire il pubblico che si vuole raggiungere, deve essere definito e studiato. Parlare di qualcosa non significa solamente conoscere il prodotto o il brand in se e per se, ma vuol dire anche conoscere a fondo l’utente finale al quale quel dato prodotto è destinato. Chi è, cosa vuole, cosa cerca, cosa crede di desiderare, cosa si aspetta e quali migliorie desidera, ecc…

Necessità, desideri, bisogni, ogni aspetto del target deve essere considerato. Solo in questo modo sarà possibile redigere un piano editoriale conforme al prodotto/brand/servizio da pubblicizzare. Su internet questa analisi è possibile realizzarla utilizzando specifici tool messi a disposizione dei seo specialist per capire cosa ricercano le persone.

Piattaforme come SEMRush, piuttosto che SEOZoom, sono strumenti indispensabili nello studio e nella ricerca delle parole chiave (che alla fine altro non sono che i desideri del target espressi in lettere). Ne esistono svariati, gratuiti e a pagamento. Ricordiamo tra gli altri:

Ubersuggest

Answer The Public

Keyword.io

Google Suggest

Una volta individuate le parole chiave attorno alle quali dovrà ruotare tutto il lavoro del piano editoriale, arriva il momento dell’analisi dei dati. Analisi che è possibile eseguire sfruttando altre piattaforme, come, ad esempio: Google Analytics. L’analisi dei dati porta a creare un idealtipo. Questi rappresentano l’esempio perfetto di utente immaginario che risponde meticolosamente a tutte le caratteristiche dell’utente a target (e quindi potenziale cliente). Creare le personas (idealtipo) è un passaggio fondamentale per creare un piano editoriale di successo.

Piano editoriale: definire gli obiettivi

Arrivati a questo punto dovrebbe essere chiaro di chi e per chi si andranno a creare contenuti e a chi questi contenuti devono rivolgersi. Altra grande domanda alla quale è importante trovare una risposta in ottica di redazione di piano editoriale è: dove e a cosa deve portare tutto il lavoro di pubblicazione?

Gli obiettivi diventano quindi un altro punto da definire per il progetto. I risultati da raggiungere sono molteplici e non sono sempre gli stessi per tutti i progetti: trovare nuovi clienti, fare link earning, fidelizzare il pubblico, ecc… A seconda di quello che verrà scritto e creato sarà possibile ottenere risultati diversi. Non si tratta solo di riuscire a vendere qualcosa. Scrivere su e per internet non è una mera scrittura persuasiva di vendita. É qualcosa in più che va oltre la convinzione degli utenti. Questo dipende dagli scopi prefissi. Ma questi scopi devono essere ben chiari sin dall’inizio. Il rischio di non definire nel dettaglio la meta da raggiungere, è quella di andare fuori tema e creare contenuti a caso che alla fine non portano da nessuna parte.

Piano editoriale: analisi dei competitors

Guardarsi attorno fa sempre bene. Non siamo soli a questo mondo e quello che ci apprestiamo a fare è molto probabilmente già stato fatto da qualcun altro. Andare a dare un’occhiata ai competitors per vedere come, quando e in quale direzione si sono mossi, può andare a vantaggio del progetto.

Analizzare quello che è già stato realizzato può aiutare ad individuare contenuti vincenti e contenuti scadenti. Può indicare, ad esempio, la necessità di mettere sul banco nuove idee, abbandonando le vecchie strade e proponendo qualcosa di nuovo e di fresco.

A questo scopo tornano sempre molto utili alcune delle piattaforme prima citate: SEMRush e SEOZoom in primis. Queste due suite riescono a mostrare come e dove si posizionano i competitors rispetto al progetto da seguire. Non solo. L’analisi può essere estesa anche su diversi social network: YouTube, Facebook, Instagram, Twitter. Questo perché, come abbiamo già spiegato all’inizio dell’articolo, è possibile redigere un piano editoriale per qualunque contenuto debba andare pubblicato sul web.

Non solo quantità, ma anche qualità. Una volta individuati i principali competitors è importante vedere quanto e quando hanno pubblicato, ma anche e soprattutto cosa. La qualità del lavoro che hanno svolto, sarà un indice importantissimo per creare dei contenuti migliori.

Piano editoriale: strutturarlo in base al ciclo PDCA o ciclo di Deming

PDCA è acronimo di: Plan–Do–Check–Act, in italiano “Pianificare – Fare – Verificare – Agire. Si tratta di un sistema di gestione iterativo, suddiviso in quattro distinte fasi. Serve per ottenere un miglioramento continuo dei processi e dei prodotti. Un metodo che può, anzi deve, essere applicato alla redazione del piano editoriale.

Un lavoro può definirsi ottimo, solo quando non smette mai di essere perfezionato. La perfezione, se mai esiste, può essere raggiunta esclusivamente attraverso un attenta osservazione, calcolo, studio, pianificazione e aggiustamenti. Stessa cosa vale per un piano editoriale. Una volta redatto, non è detto che sia perfetto e che il lavoro possa dirsi concluso definitivamente.

Continuando ad analizzare ed osservare nel tempo i risultati ottenuti dal piano creato, è possibile aggiustare il tiro e apportare le correzioni necessarie per continuare a migliorare e raggiungere sempre nuovi risultati.

Come analizzare i risultati di un piano editoriale

Redatto il piano editoriale, creati i contenuti e avviato il progetto, è possibile valutarne l’andamento tenendo sotto controllo determinati KPI. Acronimo di Key Performance Indicators (indicatori chiave di performance), sono l’insieme delle tecniche quantificabili usate su un progetto per valutare le sue prestazioni nel tempo.

Le metriche KPI sono usate per constatare quanti e quali obiettivi sono stati raggiunti, di per sé e in funzione dei propri competitors. Nello specifico caso di valutazione dell’efficienza di un piano editoriale, i punti da considerare e tenere sotto controllo sono:

Numero di visite ottenuto

Permanenza delle visite

Quantità di pagine visitate

Click ottenuti verso specifici contenuti

Compilazione dei forum

Registrazioni

Iscrizioni a Newsletter

In realtà ne esistono molti altri, tutto dipende sempre dalla tipologia di piano editoriale creato e dagli obiettivi prefissi. Alcune KPI sono molto specifiche e la loro specificità serve proprio per riuscire ad impostare il piano editoriale in un determinato modo. I risultati variano anche in base alle metriche utilizzate in fase di valutazione.

Come creare un piano editoriale

Per creare un piano editoriale si possono utilizzare svariati tool (gratuiti o meno) per le diverse fasi del progetto. Tools che permettono di sveltire e semplificare il lavoro da svolgere, ma che siano anche efficaci e portino a dei risultati concreti.

Tra questi, come sempre, spiccano SEMRush e SEOZoom. Due piattaforme a 360° complete sotto quasi ogni punto di vista che permettono di avere una panoramica chiara degli argomenti da affrontare. Possono rivelarsi particolarmente utili soprattutto in fase di ricerca e analisi delle parole chiave. L’esplorazione del tema da affrontare sarà molto più semplice e intuitiva.

Questi tools evidenziano volumi di ricerca delle parole chiave, costo a click e tendenza di query. Ma possono fare molto di più. SEOZoom ad esempio dispone di una sezione chiamata “Strumenti editoriali” con varie sotto categorie:

Assistente editoriale

Suggerisci keyword articolo

suggerisci sinonimi

news di settore

analisi rilevanza keyword

In ciascuna di queste è possibile trovare supporto e aiuto per redigere contenuti di qualità, aggiornati e originali, non perdendo d’occhio l’obiettivo finale e le key da utilizzare.

Altri tool a disposizione di tutti

SEMRush e SEOZoom, oltre a prevedere un periodo di prova gratuito, richiedono comunque la sottoscrizione di un abbonamento. Ma esistono comunque piattaforme gratuite messe a disposizioni di chiunque voglia utilizzarle per creare un piano editoriale di successo.

É il caso, ad esempio, di Google Trends. Un punto di riferimento per chi decide di fare sul serio quando si tratta di pianificazione editoriale. Questo strumento si rivela essere così importante perché riesce ad analizzare cosa vogliono le persone nel tempo. Informazione indispensabile per chi decide di scrivere e pubblicare in ottica seo.

Conclusioni

in questo articolo abbiamo quindi voluto capire cos’è e come funziona un piano editoriale. Abbiamo visto i punti cardine attorno al quale deve essere costruito per riuscire al meglio. Diversi gli obiettivi da raggiungere, diverso piano editoriale da creare. Non esiste più infatti, solo il piano editoriale per blog o magazine, ma diverse tipologie a seconda della piattaforma dove verranno pubblicati i progetti. Un piano editoriale è uno strumento di pianificazione indispensabile a chiunque voglia concretamente raggiungere dei risultati per un determinato progetto.

Oggi è praticamente impossibile pensare di dar vita ad un complesso progetto editoriale, senza avere alle spalle un buon piano editoriale. La sua creazione richiede tempo, impegno e conoscenze, ma esistono anche tanti tools (gratuiti o meno) che aiutano in questo arduo compito.

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Sono nato e cresciuto a Varese, la mia passione è il web e le strategie di marketing online, nella fattispecie mi occupo di consulenza e servizi per il posizionamento su Google (SEO). Dopo una lunga esperienza maturata in Web agency estere e anche italiane ho deciso di aprire il mio personal blog. Esperto in realizzazione e-commerce, siti e blog... mi occupo non solo di sviluppo ma sopratutto di consulenza SEO e di WEB MAREKTING. Contattami e facciamoci due chiacchiere :)